Non è facile scrivere la storia di qualcuno, e ancora molto meno facile se questo qualcuno è la propria madre.
Lo stesso, ho deciso di correre il rischio perché una vita straordinaria venga raccontata: la vita di una donna complicata, impulsiva, esigente, egoista e generosa, raramente felice. Una diva, insomma.

Instancabile, volitiva, perfezionista, curiosa, elegante, ossessiva, generosa, eternamente insoddisfatta… Questi sono soltanto alcuni degli aggettivi che definiscono Milva, l’ultima diva di un mondo che da Goro, sul Delta del Po, ha saputo aprirsi fino a Parigi, la Germania, il Giappone…
Milva, all’anagrafe Maria Ilva perché il parroco di Goro non volle acconsentire a quel nome senza santa protettrice, è come se avesse vissuto cinque vite, ogni volta diverse, accompagnate da persone differenti, e sfide e palcoscenici nuovi, ciascuna raccontata in una parte di questo libro.
Di queste cinque vite, la figlia Martina Corgnati ci offre un racconto completo, dall’infanzia agli ultimi giorni, un racconto intimo come solo lo sguardo di una figlia può essere, che non risparmia le fragilità e le contraddizioni di una donna insicura nel confronto continuo con il pubblico e con la critica, ma capace di affrontare il palco, e l’esistenza, con una forza e un talento straordinari – quelli di una pantera, come si è detto.

BIO dell’autrice
MARTINA CORGNATI insegna Storia dell’Arte presso la Scuola dei Beni Culturali dell’Accademia di Brera di Milano. Ha curato centinaia di mostre in Italia e all’estero e pubblicato una ventina di volumi, fra cui Meret Oppenheim. Afferrare la vita per la coda (Johan & Levi, 2014), la più completa biografia dedicata alla protagonista del surrealismo. I suoi interessi si concentrano in particolare sull’arte medievale e sui rapporti fra antico e moderno.